WordPress e l’alibi del “Keep It Simple”

Foto: www.rdnflorida.net

Gli informatici mediocri pretendono di potersi occupare di ogni ramo dell’informatica, quelli bravi conoscono i propri limiti.

La verità è che l’estrema specializzazione e la vastità di questo settore non consentono l’esistenza di tuttologi. Si supporrebbe che un professionista sia in grado di rendersene conto, ma i fatti mostrano che purtroppo non sempre è così. Si può essere contemporaneamente professionisti e incompetenti.

Durante l’anno che sta finendo ho assistito ad un esempio clamoroso in questo senso. Nell’associazione dalla quale sto uscendo definitivamente c’è un informatico che ha assunto l’incarico della costruzione e manutenzione del sito web per il gruppo locale, senza però avere esperienze significative in questo settore.

Il sito è stato costruito con WordPress. Io, che lo utilizzo da dodici anni, e da sei faccio la manutenzione al sito web della rivista nazionale per la stessa associazione, sono stato incaricato di assistere questo tizio. Ho accettato di buon grado.

Per qualche tempo le cose sono andate bene. Poi, le mie indicazioni hanno smesso di essere considerate. Le modifiche che ho proposto, le correzioni ai problemi, sono state ripetutamente ignorate. Con scuse poco consistenti e insufficianti a nascondere la verità: costui non ha voglia di sbattersi per fare quello che deve. Ma nemmeno è disposto ad ammetterlo e a lasciar fare a me ciò che lui non vuole e non sa fare.

“Le modifiche sulla Home Page non possiamo farle, altrimenti quando aggiorniamo il tema, ce le perdiamo.”
Chi conosce WordPress sa che questa è una stronzata. Si usa un Child Theme con un file CSS e si risolve il problema. Tutti i siti WordPress hanno la Home  Page personalizzata, tranne quelli fatti da dilettanti che usano un tema grafico senza la minima idea che lo si possa personalizzare.

“Il Child Theme no, non risolve, perché i file da modificare non vengono copiati anche nel tema derivato e dovremmo comunque modificare il genitore.”
Altra stronzata. Il Child Theme contiene tutti i file che devono essere modificati. Quelli che mancano vengono surrogati dal genitore. Chi ha pronunciato questa frase, semplicemente non sa di cosa parli.

In una associazione che predica il metodo scientifico, la prevalenza dei fatti sulle parole e la verifica delle affermazioni, non ti aspetti di trovarci cialtroni simili. È anche per questo che non ne farò più parte.

La risposta che ho ricevuto più spesso da questo tizio, prima di lasciargli del tutto in mano quel sito per sopravvenuta rottura di coglioni, è un’altra.
Parlavamo a proposito della possibilità di gestire post con più autori, creare Custom Post Type per gestire gli eventi organizzati, e gestire gli articoli più lunghi in più post successivi.
Lui a un certo punto ha fermato la discussione, rifiutando l’idea di aggiungere i plugin necessari:

“Poi diventa complicato da gestire. Seguo la filosofia del Keep it Simple and Stupid. Lo faccio semplice così funziona.”

L’espressione, nota agli informatici, qui è usata in modo del tutto improprio. Il che può far pensare a una scarsa competenza informatica in generale, non solo per quel che riguarda il web design. In ogni caso sarebbe stato meno ipocrita dire solo: “non lo so fare“.

L’espressione “Keep It Simple, Stupid” (mantienilo semplice, stupido!) è nata nell’ambito della programmazione, per ricordarsi di scrivere il codice nel modo più lineare possibile, così da facilitare la ricerca di errori, la manutenzione e l’aggiornamento del software. Nessun informatico serio si sognerebbe di deformarne il senso in questo modo, magari di fronte a un cliente che chiede di aggiungere funzioni a un software o a un sito, rispondendogli di no.

In questo caso il problema era oggettivo. Se un visitatore arriva sul tuo sito web e trova in Home Page esclusivamente riferimenti ad eventi passati, va via pensando che l’associazione sia ferma da mesi e non avendo modo di vedere che il sito ha anche articoli su vari argomenti.

Per chi gestisca un sito web con cognizione di causa, questo è un problema serio. Per un cialtrone è un lavoro da evitare con una scusa del cazzo.

Con WordPress è possibile correggere questi difetti in modo semplice e in poco tempo, quando si sa dove mettere le mani.

***

Come avviene per qualsiasi altra professione, il miglior servizio che un informatico può fornire al suo cliente è riconoscere il confine delle proprie competenze. Oltre quel confine, si chiede consiglio ad altri specialisti.

L’arroganza di chi invece fornisce un servizio scadente perché non è in grado di ammettere i propri limiti è la piaga della nostra professione. Non serve a niente, poi, lamentarsi quando, presentato il preventivo per un sito ad una azienda ci viene risposto che se lo sapevo che costava così tanto chiamavo mio nipote, che ci capisce di compiùte e in quatteqquattrotto me lo fa per cinquanta leuri.

Eccheccazzo.

Lascia un commento

Torna in alto