8. Ancora Dante

In questa parte, “Stefano Colangelo” torna a citare Dante, negando di nuovo fatti noti a chiunque abbia una minima conoscenza dell’opera dantesca.
Tra l’altro senza rendersi conto che il Dante Alighieri reale, rispetto a quello che crede di conoscere lui, nella sua fantasia, è assai più colto. Quindi nel suo maldestro tentativo di farne il simbolo della presunta superiorità occidentale, in ottica islamofoba, in realtà ne deprime lo spessore culturale. Il tutto azzeccando l’ennesima gran figura da cialtrone.

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“Come è anche ridicolo il riferirsi a Dante all’islam e a Maometto..Ma dimmi nella Divina Commedia si parla di Inferno,Paradiso e Purgatorio più concezinoe cristiana di cosi..”

Ho parlato di Dante perché l’avevi citato, se non vuoi più, non ne parliamo, ma hai scritto altre stupidaggini. Nella Divina Commedia c’è anche Maometto. Leggila.

I concetti di inferno e paradiso non sono concetti cristiani. Gesù parlava di Regno dei Cieli, mentre citazioni dell’Inferno sono nell’Antico Testamento. Quindi esisteva già per gli ebrei.
L’idea di inferno però è presente in un gran numero di culture precristiane e non cristiane. L’impostazione cristiana è di derivazione Accadico-Semitica, ed è sostanzialmente identica nell’ebraismo e nell’Islam.
Gli antichi culti Accadici, Semitici, Caldei e Assiro-Babilonesi ne sono i prodromi. La cosmogonia e la cosmologia delle tre grandi religioni deriva, molto probabilmente, dalla regione Caldea e da là i Babilonesi la passarono agli Ebrei. In particolare, la dottrina della setta ebraica degli Esseni è straordinariamente simile a quella cristiana ma senza dubbio precedente.
Ma il dettaglio più importante qui è la storia della creazione del mondo, degli déi e della lotta tra bene e male raccontata in documenti del terzo-quarto millennio a.C. in modo molto simile a quello che per te è “cristiano”, ma anche alla cosmogonia ebraica e a quella islamica.
In tutti questi casi l’Inferno è un luogo sotterraneo, buio, abitato da creature mostruose, sorde ad ogni ragionevolezza e ad ogni bene così come è umanamente concepibile.

Parlavamo di Dante.
Nel mio precedente commento ti ho spiegato, con tanto di riferimenti bibliografici, che la letteratura araba della metà del XIII secolo era già ricchissima e raffinata. Che esisteva un testo che raccontava di un viaggio nell’oltretomba fino a vedere Dio e che Dante molto probabilmente lo conosceva, al punto da citare il Profeta nella Divina Commedia.
Non ti basta bollare come “ridicolo” un fatto per smentirlo. Devi dimostrare ciò che affermi. Semmai, ad essere ridicolo è negare l’evidenza per sostenere le tue affermazioni razziste. Stai dimostrando che la tua ignoranza è una tua precisa scelta di odio sociale.

Discutere con L'islamofobo

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