La maglietta rossa
E’ iniziato settembre. Io sto osservando il nome del mio portatile. Assomiglia al Cosmo e oggi è il suo primo anniversario. In questo anno senza inverno ha sofferto il caldo, ma ha sopportato tutto.
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E’ iniziato settembre. Io sto osservando il nome del mio portatile. Assomiglia al Cosmo e oggi è il suo primo anniversario. In questo anno senza inverno ha sofferto il caldo, ma ha sopportato tutto.
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Ieri ho visto un arcobaleno. Stamattina mi ha scritto Serena. Ha risposto alla email che le ho spedito qualche giorno fa. Mi si è intrecciato lo stomaco, quando ho guardato la posta. Però non
Dolce, amaro e amarissimo Read More »
Ho riflettuto sulla storia che sto scrivendo. I post, i capitoli, sono tra loro sconnessi, la scrittura non è omogenea ed è piena dei difetti tipici di chi non rilegge e non riscrive il
L’iride sotto i cumulonembi Read More »
Dopo la tempesta spunta l’arcobaleno. Già al mattino sono arrivati segnali positivi. Abbiamo una data a novembre e hanno confermato quella di settembre. Poco prima di pranzo mi chiama Laura. Non riesce ad aprire
Sto incazzato. Non so nemmeno con chi. Rabbia e delusione. Sembra che tutto stia per crollare e non ho nessuna intenzione di restare sotto le macerie. Continuo a fare, senza fermarmi. Mi pare che
Oggi è martedì e quasi non chiudo occhio da domenica. Sono stravolto dalla stanchezza e dall’inappetenza. Il caffè mi tiene ancora in piedi. Da una settimana sono in prestito in un’altra azienda. Il capo
Lavoro, tempesta e insonnia Read More »
Stasera siamo da Paolino il Secco, insieme a Davide, il sostituto, quello che abbiamo conosciuto sabato. Gli abbiamo sottoposto il filmato dell’ultima replica per mostrargli cosa dovrà fare. Lui, in modo del tutto inopportuno,
(In)Sofferenza – II Read More »
Ogni sera ci vediamo, sia per le prove di qualche spettacolo o per attività collegate. Ogni volta mi sforzo per concentrarmi. Poi arriva la scena dell’incontro notturno. Le tengo la mano tra le mie,
(In)Sofferenza – I Read More »
Ti spinge la necessità, il desiderio e la volontà. E il passo calpesta e gli occhi t’arrendono e il corpo cede alla fatica. Tu pensi d’essere apparso, e non considerasti braccio nudo e gomito
Visioni al semibuio Read More »
Sabato sera, dopo le prove pomeridiane, Virginia è andata via per un altro impegno, io e Paolino siamo rimasti perché Laura ha provato a cucinare. Anche se ne è del tutto incapace. La sua
Le ore notturne… – parte II Read More »
Le ore notturne sono le più evocative di immagini, parole e… metafore. Sono anche scomode, però. Perché sei già sveglio da una giornata intera e la mente è stanca. Vorresti poter scrivere col pensiero,
Le ore notturne… – parte I Read More »
Lascio che i peperoncini tagliati a rondelle soffriggano un pò insieme ad un pò di cipolla in olio extra vergine d’oliva, a fuoco lentissimo. Intanto un altro fuoco cuoce il riso. Non credo che
Rondelle e bidonate Read More »
Se ti accontenti muori e non lo sai. Se ti accontenti. Ho comprato un disco. Una raccolta di canzoni di un cantautore che meriterebbe miglior fama. Postuma, ormai. Parole, versi, poesie musicate. M’immalinconisce e
Muori e non lo sai Read More »
Dalle otto in poi, ha detto. Io mi presento qualche minuto dopo le otto e trenta e non c’è quasi nessuno. Il padrone di casa e la sua compagna stanno ancora a preparare roba.
Buona casa, festeggiato! Read More »
E’ sabato da due ore e un quarto e ho appena finito di cenare con un pezzo di pollo avanzato a pranzo. Le prove sono andate avanti fino a notte inoltrata. Nella finzione scenica
Dormire, forse sognare Read More »
Mi ha svegliato il suono di una voce ch’entrava da fuori. Una donna urlava buffone a qualcuno. Forse il marito. Dopo un paio di minuti si è ripetuta, aggiungendo “te la faccio pagare”. Dalla
La testa e lo svago Read More »
Il consorzio sociale in cui viviamo non ammette lealtà intellettuale. Dev’esserci una specie di coazione al mentire, soprattutto a se stessi, un tacito accordo affinché una qualche menzogna faccia da combustibile per il motore
Per favore non spiegarmi come la penso Read More »
Erano gli occhi che ricordavo, quando mi fu presentata. Non il colore, un azzurro non chiaro, ma il taglio quasi orientale, sapientemente evidenziato dal trucco. Li ricordavo, quegli occhi, ricordavo anche la mattina in
La porta cigola alternando aperture lente e chiusure rapide, secondo che la corrente d’aria spinga un lato o l’altro. Dopopranzo vinoso d’uve scadenti. Attendo il caffè che mi svegli. E scrivo, pure non avendo
Il vento nella porta Read More »
È una sfida impegnativa, ma questo lo sapevamo già. In due sere di prove abbiamo impostato buona parte dello spettacolo. Manca ovviamente la memoria del testo, ma anche da quel punto di vista facciamo
Il teatrino dei sentimenti Read More »