Stop motion
L’immagine è in soggettiva. Io, il rodeo, il toro qui sotto. Sta scalciando. Sono nel punto più alto. Sul punto di staccarmi da lui. Ora mi lancerà in avanti. Fra un attimo volerò oltre
L’immagine è in soggettiva. Io, il rodeo, il toro qui sotto. Sta scalciando. Sono nel punto più alto. Sul punto di staccarmi da lui. Ora mi lancerà in avanti. Fra un attimo volerò oltre
(Tratto da una storia improbabile) Ho già raccontato la storia del telefono comprato quattro volte. Quello che ho comprato usato. Anzi, “ricondizionato”. Almeno per quanto possa essere stato usato un modello che è in
Il destino di una scatola. Vuota. Read More »
Succede che decidi di rispondere. E allora tocchi l’icona verde anche se sai che è una telefonata spam. Dici pronto e senti dall’altra parte una voce che senza darti il tempo di infilare una
Telespam. Ovvero, declino con Google Read More »
Ieri sera ho assistito alla commedia goldoniana “I pettegolezzi delle donne”. La compagnia Giorgio Totola era in scena sul palco dell’Arsenale, a Verona. Dico subito che la parte più divertente della serata sono stati
Pettegolezzi imbarazzanti Read More »
(Annie Chapman, 1841-1888) Attenzione: contenuto esplicito. C’erano due ingressi. Uno passa all’interno di un negozio. L’altro è quel vicolo sulla sinistra, vedi? Passa in mezzo ai due palazzi e ti porta in un piccolo
La storia di Annie la scura. Read More »
Ieri sera, andando a letto, ho pensato che un evento sismico rilevante poteva essere vicino. Con la testa sul cuscino, ho ripassato mentalmente il “cosa fare in caso di” che imparai anni fa. È
Attenderemo il terremoto per tutta la vita Read More »
Episodio 4. Vai su Amazon e facciamola finita Quello stesso venerdì sera ho deciso che una volta recuperati i seicento euro, li avrei spesi per comprare finalmente il telefono su Amazon, senza altre sorprese.
Il telefono che ho comprato quattro volte. #4 Read More »
Episodio 3. Vikishop, puntualmente annullato. Le traversie a ripetizione hanno su di me l’effetto di rendermi più determinato. Arendessi… arrenserdi… arenderi… ecco, lo vedi? manco lo so scrivere… Ci ho riprovato nei primi giorni di
Il telefono che ho comprato quattro volte. #3 Read More »
Episodio 2. Cellularem, in latrino. Dopo l’evento spiacevole con Tre/H3G, non ho desistito. Anche perché lo smartphone che dovevo sostituire imparava di continuo a fare nuovi estenuanti capricci da vecchiaia. Ai primi di agosto trovo
Il telefono che ho comprato quattro volte. #2 Read More »
Episodio 1. H3G o la faccia come il culo Ho cominciato a rifletterci verso marzo, ho deciso il modello a fine aprile, a maggio l’ho acquistato per la prima volta. Ho scelto l’acquisto a
Il telefono che ho comprato quattro volte. #1 Read More »
Charles Chapin, 1858-1930. Charlie era sempre sulla branda. Anche da sveglio. Non aveva alcun motivo per alzarsi. Per andare dove, poi? La vita di Charlie era tutta in quella piccola stanza. Due metri virgola
L’uomo delle Rose. Una storia vera Read More »
Oggi ho finalmente acquistato la fotocamera tutta manuale che cercavo da (almeno) tre anni. Non che sia difficile trovarne esemplari in giro. Ma, essendo fuori produzione da quindici anni, occorre essere certi del venditore,
Nikon FM2n. Una vecchia fotocamera quasi perfetta. Read More »
Esattamente alle 16:30 Zac si fermava. Lasciava il mouse e spostava la tastiera per far spazio. Metteva sulla scrivania la borsa termica gialla. Ne estraeva il bicchierone di plastica, il coperchio a vite, la
La radio mandava un vecchio pezzo di Lennon quando Julia strinse il tubetto del dentifricio. Questa è la canzone da cui viene il mio nome, pensò. Guardò nello specchio la bocca deformata dallo spazzolino.
Julia e la goccia di dentifricio Read More »
La grandine della scorsa settimana ha lasciato segni chiari sui cerchi. Sono i punti dove i grani di ghiaccio hanno grattato via la patina di sporco. E allora mi sono deciso. Sabato mattina, sole,
Ope era fermo alla stazione di servizio. Il controllo dell’olio e dei liquidi stava terminando. Tra poco Ope sarebbe ripartito. Già pregustava lo scorrere della strada sotto di sé. I suoi pensieri furono interrotti
La preoccupazione del riccio Read More »
A Nay sembrava d’essere uscito da dentro un traforo. Talmente lungo da scordarsi che esiste un fuori. Hai presente quando ti svegli presto e non prendi il caffè e per tutto il giorno sei
La prima domenica di marzo Read More »
Ottavia fu solo un giorno. Eppure Mino ricorda ogni minuto. Al solo nome, tornano le parole, le mani, i seni, gli occhiali che non voleva e non voleva mettere. Perché poi sembro brutta. Ma
Le estati marziane. 9. Ottavia Read More »
Cal aveva sperato di essere il secondo a parlare, invece avrebbe aperto la riunione. Gli stava salendo l’ansia. Tutto sommato si era preparato bene. Bastava spiegare le cose che aveva fatto, sfogliare i cartoncini già ordinati
Cal e la coscienza altrui Read More »
L’auto è pulita, può andare nella polvere. Noi intanto guardiamo braci. Così chiaro, il legname scurisce, sfiamma, non scoppietta. C’è ancora ombra, c’è il vento. L’anticipo è svernato, arrivano tutti. Due per volta, finché
Dina. Domenica mattina. Read More »