Anche per te.
Ho appena cenato con una pizza alla verdura. Al Senato votano la fiducia al governo. Io ascolto Lucio Battisti. Quello di Orgoglio e Dignità, per fare della satira politica.
…chi al vento avrebbe detto sì…
Viene voglia di farla ascoltare anche a quelle due che armate di coltello lo piantano nella schiena di chi si fida. Ma forse non capirebbero
…per te che un errore ti è costato tanto…
Potessi almeno sapere quale sia stato l’errore. Per il futuro, per non ripeterlo. Senza spiegazioni, però. è legittimo pensare che lo sbaglio non sia stato mio. Ma non ora, ora ascolto e basta.
La voce di Lucio Battisti sembra sempre sul punto di spezzarsi. Finché ascolti non più la canzone, né le parole. Forse nemmeno la melodia. La voce.
La voce che è sempre lì che miracolosamente resiste, s’abbassa, la seguo, sono anche io così sottile, come quel filo di seta che è la sua voce. Resiste anche per me.
E così… io resto qui.
Non ascoltano, quelle due. E io ascolto Battisti, adesso, mentre scrivo. Resto qui, parzialmente in attesa, già pronto al futuro. Non ci saranno ravvedimenti, i ritorni non ritorneranno.
Eppure non mi sono scordato di te…
Cambiano le canzoni, resta la voce. Forse non dimenticherò. Forse non è umano dimenticare. E tu dimentichi? Nonostante tutto, non lo credo. Tu fai finta. Risposte non hai voluto darne, mai. Tu dell’amore non sai che farne.
Che disperazione… nata da una distrazione. Tu non meritavi applausi e li hai pretesi.
Vorrei morire ed io morir non so… però tu non sai vivere, e forse è perfino peggio. Dici che non ami le regole, ma chiedi rispetto per le tue, di regole. Ti sembra ipocrità? Allora cambia o muori. Io vado avanti senza di te.
…cercando di raggiungere chi al vento avrebbe detto sì.
Tre di notte. Mi sveglio con l’impressione che sia già mattino. L’effetto del troppo vino rosso è già sfumato. Il governo è ancora in piedi, tutto come previsto. Un minuto dopo l’esito della votazione mi è arrivato un messaggio esultante dal Koc.
Gli telefono: mi diverte sentirlo divertito. Lui, garrulo, filosofeggia sulla faccia d’Emiliofede il quale a sua volta sta pontificando dall’alto del suo illecito podio mediatico sulle difficoltà di prender sonno dopo questa tragedia immane.
Nella mente c’è ancora l’eco di una voce che canta… anche per te.
