mucchio di books

Buon compleanno col lotto

I regali migliori sono quelli che ti fai da solo.

I mercatini dei libri usati sono posti divertenti dove nutrire la passione per i volumi vissuti e consumati dal tempo. Se però ti viene voglia di martedì, dopo cena, l’unica cosa che puoi fare è cercare on-line in qualche sito di cose vecchie.

Ed ecco un lotto in asta costituito da prime edizioni del primo ‘900 autografate dagli autori. Bello, ma i rilanci avevano già superato i duemila euro. Ho preso a seguire altre aste, comunque, con qualche pezzo interessante e non troppo costosi. Non ho fatto offerte. La mia strategia è aspettare alla fine.
E aspetto poco meno di 24 ore.

C’è l’asta per un lotto di 63 volumi datati tra il 1901 e il 1969 che scade poco prima delle 16. Gli offerenti sono cinque. I libri non sono di gran pregio, ma alcuni di quelli elencati mi interessano. Qualcuno, avverte l’annuncio, ha bisogno di restauro. Va bene. Le brossure di quel periodo sono facili da riparare. Spesso basta un po’ di colla per libri, senza bisogno di smontare e rifare la rilegatura.

Il prezzo è ancora basso. Dubito che ormai salirà molto. I contendenti hanno già sfogato la loro battaglia e sono fermi da un po’. Faccio qualche ragionamento e decido di offrire al massimo 15 euro. Ma non subito. Devo vedere se gli altri reagiscono. Quando manca circa un’ora al termine, offro 11 euro. Il prezzo resta fermo per una decina di minuti, poi inizia la fase calda, i contendenti rilanciano di mezzo euro alla volta, io rispondo, il prezzo continua a salire. Mancano 28 minuti e siamo a 16,50 euro. Il budget che mi ero concesso è superato, ma sono ancora il miglior afferente, quando la situazione si stabilizza.

Non so se gli altri si siano ritirati o se stiano aspettando gli ultimi secondi per rilanciare senza lasciarmi il tempo per reagire. Il gioco al rilancio mi ha divertito, come una gara sportiva. Adesso però, sono così vicino alla vittoria che voglio arrivare in fondo.
Mancano sedici minuti.

Comincio a pensare che dovrei inserire una offerta massima di venti euro, per cautelarmi da rilanci dell’ultimo istante. Ma non lo faccio. La lotta è stata appassionante e non voglio “drogarla”. La tensione mi sta divertendo sempre di più di minuto in minuto.
Meno tredici e quarantadue secondi.

Ho deciso di attendere senza rilanciare, per assaporare questi minuti fino in fondo. Mi preparo a una nuova offerta, comunque, nel caso fosse necessario reagire negli ultimi istanti. Ho già vinto altre aste rilanciando a soli quindici secondi dalla fine.
Cinque minuti e trentotto.

Ormai aggiorno la pagina continuamente. Ho lo sguardo fisso sul browser. Ho un pensiero per la resistenza del tasto F5. La paura mi dice di alzare l’offerta massima. La passione sportiva me l’impedisce: la sfida perderebbe il suo fascino.
Uno e zerosette.

Mi preparo a reagire. Sono quasi sicuro che a trenta secondi dalla fine, il mio avversario rilancerà. Non lo fa. Ventotto, ventisette, ventisei. Bastardo, vuole aspettare quando non avrò più tempo. Non può essere che si siano tutti arresi. Non mi fregano, attaccherano a meno quindici. Ormai Parlo come un generale sul fronte russo. O sul fronte occidentale. Un fronte qualunque.
Meno dieci.

Tengo la posizione. Ci siamo.
Meno sette.

Il dito è pronto.
Penso ai libri.
Li vedo già nelle mie mani.
Meno tre…
due…
uno…

Andata.
Buon compleanno col lotto, VQ.

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