Non ho fatto in tempo ad incontrare Luciano Comida. L’ho conosciuto nel 2006, come vicini di blog. Ci scambiavamo visite e qualche messaggio, discutendo un po’ di tutto, come accadeva in quegli anni, quando i social network non avvelenavano l’aria e la rete era un posto per incontrarsi e conoscere gente.
Qualche volta ci siamo pure sentiti al telefono. C’erano difficoltà tecniche con le piattaforme che ospitavano i blog e io gli ho dato una mano a risolverle. Il ringhio di Idefix, il suo blog, si trasferì diventando Il nuovo ringhio di Idefix.
Certamente avrei voluto incontrarlo, prima o poi. Sarei andato a fare un giro a Trieste e gli avrei inviato un messaggio. “Fammi sapere quando vieni”, aveva detto, “ché almeno un caffè insieme ce lo prendiamo”. Mi dispiace che non sia accaduto in tempo.
Mi dispiace.

È stato un amico cui non ho mai stretto la mano. Era una persona cordiale, come accade quando si possiede una grande cultura. Il mio ricordo è fatto soprattutto del suo umorismo vivace, autoironico, e l’impegno politico e sociale. Dai suoi post nascevano sempre discussioni lunghissime e interessanti, da cui erano esclusi solo i troll che già imperversavano sulla rete, anche se non erano la maggiornaza come avviene oggi. L’immagine che ho di Luciano è quella in cui è seduto a scrivere, con la maglietta dei Ramones che spuntava sotto la barba.
Luciano se n’è andato nel modo che sappiamo. E mi sembra che non abbia alcun senso scrivere di più.

