Testo di presentazione del progetto Teatri Scettici, evoluzione dell’esperienza di VeronaTeatro.org. I pochi articoli pubblicati sono confluiti nel blog attuale. Gli studi intrapresi e il materiale che era stato preparato per questo progetto, mai pubblicato, ha avuto esiti diversi. In parte, costituiscono la base del progetto “Archivio Roberto Bracco”, di cui si parlerà altrove.
Teatri Scettici è un nome, un titolo, una idea, un progetto. Soprattutto è l’evoluzione del progetto VeronaTeatro.Org, che con oggi chiudo definitivamente.
VeronaTeatro.Org era nato per la comunità del teatro amatoriale veronese, fatto di decine di compagnie e centinaia di persone. Ma la comunità, a Verona, semplicemente non c’è. Il teatro veronese è intriso di individualismi e invidie, egoismi e arroganze.
Allora io vado oltre, nel segno della liberazione dai legami, dai confini, dagli schemi culturali mediocri e meschini.
Il primo elemento di novità, evidentemente è il nome.
Ho cancellato il “Verona”, un riferimento geografico limitato e limitante. Perché guardo oltre l’orizzonte dell’ombelico e perché nella degradazione culturale della Verona leghista, se vuoi parlare di cultura, sviluppo e vivacità in ambito artistico, teatrale e civile, devi guardare altrove.
Il vecchio singolare “teatro”, poi, qui diventa plurale. I “teatri”, figurativamente, sono tutti i palcoscenici, i panorami, i paesaggi, le situazioni culturali che voglio affrontare. Il plurale comprende tutte le espressioni creative: poesia, musica, letteratura, danza, cinema, fotografia, pittura, scenografia, scultura. Non solo teatro, quindi.
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Teatri Scettici osserva e descrive, con atteggiamento critico, il discorso artistico. Che recensisca uno spettacolo o lavori alla revisione di un copione, o all’adattamento di un testo teatrale, terrò sempre presente la verità storica e scientifica della materia trattata. Perché la “licenza poetica” resti soltanto tale, senza diventare una licenza di diffondere menzogne, falsità, ignoranza.
Una tecnica registica e recitativa eccellente non serve a nulla se viene messa al servizio della disinformazione e dei pregiudizi. Le idee diffuse tramite il mezzo artistico devono essere valutate come parte di essa e concorrere al giudizio di valore dell’opera.
Si potrebbe obbiettare che le idee dipendono dall’epoca storica, dal pensiero dominante, dalle morale comune. L’obiezione è corretta, tuttavia i fatti non dipendono da idee e opinioni: sono fatti oggettivi e validi di per sé. I fatti scientifici sono validi in ogni epoca, indipendentemente dalle opinioni umane.
Allo stesso modo, la storia delle scoperte scientifiche è spesso associata alla freddezza dei divulgatori incapaci di adeguare il proprio linguaggio a spiegazioni che siano in contatto col mondo reale. Più banalmente, la scienza è uno degli argomenti che m’interessano, compreso il mondo degli pseudoscienziati che raccontano le loro truffe mascherandole per farle apparire scientificamente accurate. Io voglio occuparmi anche di questo.
Dar forma a regole dell’espressione artistica e sperimentarle per metterle alla prova, usare i mezzi del racconto e della creatività per parlare di scienza: questo è ciò che provo a fare sotto il nome di Teatri Scettici. Studiare l’arte con metodo scientifico, studiare la scienza con gli occhi smaliziati, creativi, di un artista.
C’è un’alta probabilità di fallire, ma è questo rischio che di per sé giustifica il tentativo.

