Guardaci dentro. Piano. Adesso.

Il 21 giugno è arrivato ed è passato. “Non guardare nell’abisso” è disponibile in tutte le librerie online e offline. Una recensione lunga, completa di coprispigoli e tutta lucidata, non l’ho preparata per questioni di tempo. Quella che segue è sostanzialmente quanto ho pubblicato su Amazon. Sappiate, però, che per chi acquista il libro entro il 26 giugno, Massimo ha riservato alcuni regali.

Regalini a parte, vale la pena leggere questo nuovo libro giallo? Sì.

Gli appassionati di thriller troveranno la lettura piacevole. Il secondo volume della serie di Bruno Jordan è scorrevole quanto il primo. Le oltre quattrocento pagine si divorano in un paio di giorni.

In un thriller c’è sempre un mistero da risolvere. E in fatto di misteri Massimo Polidoro, come è noto, è un esperto. Qui i pezzi dell’enigma, arrivati a tre quarti del libro, sono ancora tutti spaiati. Non azzeccano. Sono pure di colore diverso. Devi per forza continuare a cercare gli altri nella pagina successiva.

L’intreccio non è banale, con riferimenti precisi alla cronaca e alla storia italiana recente. Torna la sensazione di un ambiente culturale noto, già avvertita col libro precedente. Sono elementi che aiutano a essere coinvolti nella storia.

Poi c’è questa cosa del doppio narratore. L’avevo incontrata nel primo volume di questa serie, “Il passato è una bestia feroce” e la ritrovo qui. Il racconto è in prima persona, per la maggior parte del tempo: il narratore coincide con Bruno Jordan. Ma ci sono alcune scene in cui Bruno non è presente. L’autore risolve scrivendole in terza persona. Detto così, sembra una cosa banale, quasi ovvia. Ma non è una scelta consueta.

La differenza più grande con “Il passato…” è nella padronanza del genere da parte di Massimo. Qui pare avere avuto meno dubbi su cosa mettere nel libro e cosa togliere. Vedo di spiegarmi.

L’anno scorso avevo espresso alcuni dubbi su come sarebbe potuto essere un secondo libro, perché il primo era così “robusto” nella trama, il protagonista era così coinvolto, personalmente, nella vicenda, così strettamente legata al suo passato, che non riuscivo a immaginare un seguito altrettanto “legato”. Ancora meno, immaginare una serie.

Quei problemi, qui, sono stati risolti. “Non guardare nell’abisso” è un romanzo thriller con tutte le caratteristiche di questo genere, senza perdere il marchio stilistico di Massimo Polidoro. Ora è difficile immaginare che la serie si fermi qui, anche per il finale aperto su cui non dirò nulla.

C’è un altro motivo per leggere subito “Non guardare nell’abisso”, oltre i regali di cui sopra. Gli eventi del libro accadono nei primi giorni di luglio del 2016. La curiosa sensazione di leggere la storia nei giorni stessi in cui stanno accadendo è quasi un presente alternativo.

Vabbè, ho scritto abbastanza. Ti lascio leggere in pace. Quando hai finito, spegni la luce.

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