12. I pirati, a sproposito

“Stefano Colangelo” torna a disquisire di storia, ma senza azzeccarne una nemmeno per sbaglio.

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“Arabi, Saraceni, Mori, Turchi e Barbareschi sono i termini con i quali si nominano, spesso a sproposito, i soldati musulmani che, a partire dal VII secolo, solcarono il mediterraneo in cerca di preda.”

No, non sono “soldati musulmani” e non si nominano “a sproposito”. Sono termini diversi per indicare popoli diversi che fanno parte dell’Umma araba. Ottimi navigatori, in genere, ma di sicuro non “soldati” a prescindere.

“Nel 711 sbarcarono in Spagna e tentarono di giungere in Francia, ma furono fermati dal Carlo Martello nel 732 a Poitiers.”

Allora, siamo nell’ottavo secolo: in tutta l’Europa occidentale si combattono piccole guerre locali, spesso di rapina, tra i primi signorotti medievali e gli staterelli barbarici che si vanno formando. In Oriente l’Impero Bizantino ancora tenta di riprendere il controllo di Roma.
I Visigoti controllavano la Spagna e il Nord-Africa, ma le armate berbere, meglio organizzate, li respingono e conquistano il territorio visigoto. Arrivano così fino al confine con i Franchi, dove la conquista si ferma a Poitiers.
La presa della Spagna (al-Andalus, da cui Andalusia) da parte di Tāriq ibn Ziyād (da cui, tra l’altro il nome del promontorio Jabal Tāriq, Gibilterra) fu favorita dalla consistente popolazione di religione ebraica, duramente perseguitata dai re Visigoti.
Spiegati così, i fatti, hanno un senso completamente diverso. Non è mai stata una guerra tra “islamici” e “cristiani”, ma tra Visigoti e Berberi.

“Si fecero Corsari alle dipendenze dei Turchi o del confinante Impero Marocchino. Furono questi musulmani d’Africa i cosiddetti Barbareschi, mentre Saraceni o Mori erano detti gli Arabi in genere, e poi in particolare quelli provenienti dalla Spagna e quelli che nei secoli IX e X si stabilirono sulle coste europee del Mediterraneo.”

In antichità l’Africa Nord-Occidentale (odierni Marocco ed Algeria) era detta Mauretania, da cui la denominazione di Mauri, o Mori per le popolazioni berbere che vi abitavano.
Questo termine è stato a lungo usato per indicare i popoli nordafricani in contrapposizione a Europei, Arabi e Turchi. Ma è evidente che tu usi parole a casaccio.

L’impero Marocchino non è mai esistito.
Esisteva un regno, e niente di più, di dinastia berbera. I berberi abitano l’Africa settentrionale da sempre (si parla di ventimila anni prima di Cristo), gli egiziani antichi ne indicavano i sovrani col nome di Re Scorpione. I berberi, detti anche barbareschi, non sono arabi e non lo sono mai stati.

Saraceni è il termine col quale, in contesto medievale cristiano, si usavano chiamare i musulmani in genere, fossero nordafricani o provenienti dal Mashriq.

La pirateria nel mediterraneo è nata quando gli esseri umani inventarono la navigazione. Tutti i popoli con conoscenze marinare sono state la culla di pirati famosi. Furono pirati nel Mediterraneo i Traci, i Greci, i Romani, i Cartaginesi, i Fenici, i Normanni e alla fine pure i Saraceni. E poi i Genovesi (Marco Polo fu loro vittima illustre), i Veneziani, gli Inglesi, gli Spagnoli, gli Olandesi, i Portoghesi, i Francesi e gli Italiani. Per migliaia di anni.

Molti pirati berberi (o anche barbareschi) non erano musulmani, ma rinnegati o moriscos (cristiani fuggiti dall’Europa e convertiti). Le navi preferite erano delle galee con prigionieri ai remi. Due esempi di questi rinnegati sono Süleyman Reis “De Veenboer”, che divenne ammiraglio della flotta corsara di Algeri nel 1617, e il suo secondo, Murad Reis, il cui nome originario era Jan Janszoon, di Haarlem. Entrambi operavano al servizio del noto corsaro Simone il Danzatore, che era proprietario di un palazzo.
Erano tutti di origine olandese. L’ammiraglio Michiel de Ruyter, olandese anche lui, tentò inutilmente di porre fine alla loro attività piratesca.

Però devi capire che un pirata non è necessariamente un rozzo assalitore di carovane navali come immaginate voi ignoranti. Per la guerra di corsa (“corsaro” vuol dire questo) sul mare era necessaria una finissima cultura marinara.

Mi viene in mente una personalità importante a tal proposito: Pīrī Re’īs, capitano navale ottomano e in seguito ammiraglio, più noto per essere stato l’autore di un Kitāb-i bahriyyè (“Libro sul mare”), ricco di mappe costiere e portolani dell’intero bacino del Mediterraneo disegnate con estrema precisione.
Era l’unione di venti carte nautiche e di otto mappamondi disegnati dagli esploratori, principalmente portoghesi, che avevano visitato il nuovo mondo e l’Africa meridionale. Queste mappe vennero unite e rese coerenti tra loro, in un finissimo lavoro di studio topologico, basandosi sui resoconti dei marinai reduci dalle prime spedizioni d’oltreoceano.
Piri Reìs nelle note afferma addirittura di essersi basato sui lavori e sulle mappe in possesso dello stesso Cristoforo Colombo.
Il risultato è una mappa tra le più complete del mondo atlantico, coi suoi profili continentali perfettamente riconoscibili, disegnata intorno al 1513. Si pensa che questa sia la cosiddetta mappa perduta di Colombo.
A tal proposito cito una frase riportata in margine al foglio e redatta in lingua turca ottomana. Parlando del continente americano letteralmente si può leggere: «… si racconta che un infedele di Genova di nome Colombo abbia scoperto questi paraggi …».

Ecco chi erano i “corsari” Turchi.
Scommetto che di tutto questo non ne sapevi niente. Tu pensavi ai banditi con il teschio sulla bandiera nera, il pappagallo, la gamba di legno e il baule con le monete d’oro, vero?

“Nell’827 i musulmani conquistarono la Sicilia che diventò una nuova colonia Araba, nonché la base per nuove razzie sul continente. […] La vita degli italiani che vivevano lungo le coste, specie del mezzogiorno, era resa in quel periodo assai difficile a causa delle continue incursioni piratesche che si succedevano ad opera delle bande Saracene.
Queste incursioni non erano delle invasioni che miravano alla conquista di territori, ma scorrerie che si concludevano con il reimbarco degli assalitori, che si allontanavano poi, insieme al bottino e alle prede conquistate.”

La Sicilia diventò una conquista araba, non una colonia. Ma solo per metà: l’altra parte era un possedimento dei pirati Normanni. Siamo nel IX secolo, dopo la morte di Carlo Magno. Nel Mediterraneo imperversano pirati normanni, saraceni e bizantini, mentre nel continente c’era il feudalesimo e il medioevo.
Però tu parli soltanto degli “arabi”, come se pensassi di ridurre un periodo incredibilmente complesso come il medioevo a un’unica lunga guerra tra “musulmani” e tutti gli altri. Non è chiaro cosa tu voglia dimostrare, per ora hai documentato soltanto che non sai nulla di storia.

“‘La ilaha illa lllah’ (Dio è Dio) era l’urlo di battaglia dei Saraceni”

“Inshallah”, semmai, che vuol dire “se Dio lo vuole”.
invece “Dio lo vuole” lo urlavano i crociati mentre compivano le loro stragi a Gerusalemme. Le vittime erano ebree, cristiane e islamiche senza distinzione. Ma è un dettaglio che non dimostra niente, ancora una volta.

Discutere con L'islamofobo

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