Dopo qualche giorno di silenzio, “Stefano Colangelo” torna all’attacco. Comincia con “Ecco qui alcuni dati”, anche se poi, di dati, non c’è traccia.
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“Voi radical chic pro-islamici”
L’uso di etichette l’ho già demolito in precedenza. Continua a non significare niente.
“esaltate l’influenza islamica in Europa senza però dar conto delle sofferenza portate agli europei dagli islamici”
Non “esalto” niente. Ho descritto fatti storici e culturali. Fatti che contraddicono le tue affermazioni false e razziste. Ho dimostrato che i tuoi pregiudizi verso chi è diverso da te sono sbagliati e antistorici. E tu non hai risposto, confermando che ho ragione.
Se vuoi aggiungere fatti che io ho tralasciato, fallo. Se non ne conosci, evidentemente non esistono.
“si dice sempre del Colonialismo europeo in Africa senza parlare giustamente della costruzione di palazzi e strde in quelle terre ma solo dei lati negativi mentre della colonizzazione islamica in Europa si esaltano i lati secondo voi positivi senza parlare dei lati negativi. I leader euopei si scusano sempre per ciò che hanno fatto gli europei e hanno inventato il politicamente corretto cosi anche la Chiesa Cattolica”
Il Colonialismo è (cito da un vocabolario di italiano) “l’estensione della sovranità di una nazione su territori e popoli all’esterno dei suoi confini, spesso per facilitare il dominio economico sulle risorse, il lavoro e il mercato di questi ultimi. Il termine indica anche l’insieme di convinzioni usate per legittimare o promuovere questo sistema, in particolare il credo che i valori etici e culturali dei colonizzatori siano superiori a quelli dei colonizzati.”
La storia della creazione di colonie oltre i propri confini nasce con la Grecia antica ed è stata una prassi per tutti i grandi imperi, in primis Roma e Cartagine. Ma il periodo d’oro va dalla fine del XV secolo all’epoca contemporanea, con Spagna, Portogallo, Francia, Inghilterra, Olanda, Russia, Germania ed Italia.
I paesi colonizzati, esclusi parte della Cina ed il Giappone, sono stati la quasi totalità delle altre nazioni sulla Terra. Le città e le strutture costruite nelle colonie sono la prova evidente del tentativo, spesso riuscito, di cancellare le tradizioni e le culture locali a favore di quelle europee.
I sostenitori del colonialismo argomentano che il governo coloniale beneficia i colonizzati sviluppando l’infrastruttura economica e politica necessaria per la modernizzazione e la democrazia. Ma gli unici esempi positivi in questo senso sono ex-colonie come Stati Uniti d’America, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Hong Kong e Singapore.
Queste nazioni, non rappresentano l’effetto normale del colonialismo: si tratta sempre di società coloniali o di città commerciali. Casi particolari.
In realtà il colonialismo porta di norma a un trasferimento netto di ricchezza dai colonizzati ai colonizzatori e inibisce lo sviluppo economico del territorio colonizzato. C’è chi sostiene addirittura che il colonialismo porti danni a livello politico, psicologico e morale anche ai colonizzatori. Non c’è nulla di positivo nel colonialismo.
Non si ripaga certo per qualche palazzo e qualche strada (tutte costruzioni, comunque, funzionali allo sfruttamento da parte dei colonizzatori)
Un fenomeno in atto ancora oggi è il neocolonialismo. Si tratta della continuazione del precedente dominio e dello sfruttamento degli stessi territori con mezzi differenti dal controllo territoriale diretto.
Per esempio dirigendo il sistema politico attraverso dittatori “fedeli”, governi compiacenti, ricatti di tipo economico e sociale. Questo è un discorso lungo molto lungo: mi limito qui ad indicare alcuni esempi reali: il Chile di Pinochet, l’Iraq di Saddam Hussein (fino all’invasione del Kuwait del 1991) e l’Arabia Saudita di oggi, sono tutti paesi sotto una forma di controllo statunitense.
La Chiesa cattolica è stata aspramente criticata (non da me, ma dagli storici) per la sua tolleranza alle brutalità commesse dal colonialismo europeo (a cominciare dalla tratta di schiavi dall’Africa). La diffusione del credo cattolico con ogni mezzo fu utilizzato come giustificazione di genocidi di popolazioni indigene inermi. Una chiara posizione contro il neocolonialismo occidentale è arrivata soltanto con l’enciclica “Mater et Magistra” del 1961.
Invece l’Europa non ha mai subito colonizzazioni esterne.
Il “politicamente corretto”, infine, non c’entra niente e non è una “invenzione”: è semplicemente l’attenzione all’uso di termini che non siano offensivi. Di preciso, perché ti infastidisce? E perché l’hai citato? Perché non capisci cosa significa?
