Sei lì, seduto al tavolo di un ristorante. Osservi lei che siede di fronte. Lei parla di qualcosa che un attimo prima ti sembrava interessante, ma adesso nemmeno ti ricordi cosa fosse. Non ascolti più. Rispondi frasi prefabbricate che hai imparato a riciclare in queste situazioni. Nel frattempo ti chiedi chi sia questa tizia. Ti chiedi perché siete qui, allo stesso tavolo. Il passato va lasciato nel fondo dei cassetti.
Andamento lento. Ricordi vagamente di aver atteso questa serata. Forse avevi addirittura delle aspettative. Di certo, ora vorresti che finisse in fretta. Ma non puoi alzarti e tornare a casa. Devi restare, sforzarti di sorridere. In fondo ci sono situazioni peggiori. Adesso non te ne viene in mente nessuna, però sai che ci sono…
Un racconto da monologo comico. Ti viene da ridere. Lei pensa che sia per le sue parole e risponde al sorriso. Meglio così. Sarebbe scortese mostrare di annoiarsi. Una noia mortale che ti fa venir voglia di fuggire urlando nella notte. Notte? Saranno nemmeno le dieci di sera. Pare d’esser qui da ore. La tortura è ancora lunga.
Guardi il vino nel bicchiere. Non sarà una via di scampo, ma almeno è un diversivo. Lo svuoti e per un momento ti senti bene. “Non c’è scampo”: se parlassi di un cocktail sarebbe una battuta divertente.
Sorridi ancora e la guardi per vedere se si è accorta della tua distrazione. Lei ti sta parlando della sua seconda laurea e della prossima nuova professione. Senti che è arrivato il momento di intervenire, se non altro per mostrare d’essere presente. Ti esce una banalità di cui in un altro momento ti vergogneresti. In realtà pensi “era ora che ti mettessi a lavorare, alla tua età…”. Dubiti se sia il caso di dirglielo. Nel dubbio taci senza acconsentire.
Nella vita tutto finisce. Basta aspettare ed aver pazienza.
Ti disponi stoicamente ad affrontare quel che resta del sabato. Quando esci dal ristorante già ti sembra d’essere più vivace. Forse è stato il caffè. E poi la tua compagna non è affatto male, quando tace. Sarà per questo che l’idea del cinema ti attrae tanto. In auto, scendi verso la città leggermente di fretta per non perdere l’ultimo spettacolo.
Ora ricordate i tempi dell’università, quando eravate amici. Già, e adesso che cosa siete? Non lo sai. E non glielo chiedi: potrebbe rispondere. La conversazione si fa piacevole. Andamento rock. Non al punto da cambiare programma, ma tanto da durar fatica a smettere le chiacchiere quando comincia il film.
Ritrovi la noia del ristorante. Devono essere gli scampi. Attendi la fine sonnecchiando a tratti. Fingi d’essere sveglio e presente solo quando lei si gira a guardarti. Talvolta rispondi allo sguardo atteggiando un sorriso. Il buio aiuta le operazioni segrete.
Torni ad interrogarti su di lei. Su di te. Poi le luci si riaccendono. Non hai voglia di parlare. Lei azzarda un commento sulla pellicola. Commento banale, ingenuo, superficiale. Non hai voglia di rispondere. A quest’ora no.
Chiudi la serata con frasi di cortesia, l’unica possibile. L’estate è agli sgoccioli. Ma non è per questo che l’atmosfera è così fredda. Il saluto finale ti lascia un vuoto di senso. Ci sentiamo, dici. Ma anche no, pensi. Un brivido ti scuote. Accendi la radio, alzi il volume, lasci piano piano la frizione mentre acceleri con l’altro piede.
Se lei ti guarda, ti vede sparire.


Che problema hai con le seconde lauree?? 😛
Nessuno.
Di solito.
Tutto il resto non era noia.
Era il resto.